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martedì 8 maggio 2018

Perché scrivo?

Ciao a tutti!
Stasera voglio condividere con voi questo pensiero.
Ogni tanto è bene fermarsi un momento a riflettere sul proprio percorso per capire meglio dove si sta andando.

Sto seguendo un corso di scrittura consapevole su uno dei gruppi di Alessandra Perotti che mi ha fatto pensare a un collegamento tra il mio presente e passato.
Da adolescente scrivevo le mie esperienze e le mie emozioni su un diario, (ne ho un numero esagerato), lo facevo per non dimenticare, affinché potessi rivivere quelle emozioni anche a distanza di anni. Ma non era solo per questo: scrivevo perché immaginavo i miei figli mentre leggevano qualcosa di me e speravo che in quelle righe potessero trovare un'emozione capace di dargli coraggio, determinazione o che li facesse semplicemente sorridere.
Sono trascorsi un po' di anni, ora scrivo romanzi dove creo personaggi e intrecci, lo faccio per essere travolta dalle emozioni più forti, alla continua ricerca di "brividi". Ma non è solo per questo: scrivo perché desidero trasmettere quelle emozioni anche ai lettori, perché li voglio stupire, perché mi piace pensare di averli allontanati, per qualche ora, dalla quotidianità.


Alessandra mi ha detto una verità che mi è rimasta impressa:

Le parole hanno sulla mente e sul corpo potenza inaudita
 
Mi ha invitato a scrivere una frase capace di darmi forza anche quando la strada sembra troppo difficile.
Desidero condividerla con voi.
Non sono senza mezzi, sono io l’aereo di me stessa.
 
Vi auguro di realizzare i vostri sogni, sempre.
Un abbraccio,
Cry

 
 



 

domenica 6 maggio 2018

eSTREmo leGAme

Finalmente è pronta!!!
Con grande emozione ecco la Cover di eSTREmo leGAme, il mio nuovo romanzo in uscita l'1 giugno.

Il libro, sequel di eSTREmo inGAnno, è autoconclusivo: cambia l'epoca, arrivano nuovi personaggi secondari... insomma, la storia è a sé; ci sono però alcuni spoilers su quanto accaduto nel romanzo che lo precede.

Vi siete mai chiesti che cosa potrebbe combinare una strega del 1717 nella nostra epoca?
Be', è il momento di scoprirlo!


 
 
Trama

Kassy è rimasta imprigionata nel 1717, vittima di un sortilegio, mentre Katherine, l’esuberante strega che si è impossessata del suo corpo, si diverte a distruggerle la reputazione in un’epoca moderna che stimola le sue fantasie più oscure.
I destini sembrano segnati, ma una scoperta inaspettata cambierà ogni premessa, e Kassy avrà la sua occasione per ottenere giustizia. Il sentimento proibito che lega lei e don Jasper, tuttavia, ha scalfito i loro animi e scava gallerie sempre più profonde per ancorarsi al cuore e alla mente di entrambi che, però, si impongono di resistere alla passione.
Dopo aver compreso il significato di estremo legame, Kassy e Katherine giocheranno le loro carte finali, ma solo chi avrà manipolato meglio la partita saprà come ottenere ciò che vuole.

domenica 1 ottobre 2017

eSTREmo inGAnno

Buongiorno a tutti,
è uscito oggi il mio ultimo romanzo "eSTREmo inGAnno" e sono molto emozionata all'idea che finalmente potrà essere letto.
Per questi primi tre giorni di ottobre ci sarà un grande Release Blitz con la partecipazione di 87 Blog, che ringrazio di cuore per la loro gentilezza e disponibilità ad assecondare i miei progetti.
Troverete estratti, curiosità, immagini, recensioni e persino interviste ai personaggi di eSTREmo inGAnno.
Spero che la storia vi appassioni e vi tenga incollati al libro fino all'ultima pagina.
Buona lettura e un abbraccio.







Scheda del libro

Titolo: eSTREmo inGAnno
Autore: Cristina Vichi
Genere: Dark Fantasy, Paranormal.
Editore: Selfpublishing
Pagine: 162
Prezzo Ebook: € 2,99 Aderisce al Kindle Unlimited
Prezzo Cartaceo: € 8,00
Pubblicazione: 01/10/2017
Link di acquisto: eSTREmo inGAnno

Trama

Nel 1717 una giovane sventurata bruciò viva sul rogo, accusata di stregoneria. Quella drammatica storia fu tramandata nei secoli e il luogo della tragedia prese il nome di Katherine’s City, in memoria della ragazza.
Kassy, diciassettenne del 2017, per strane e oscure ragioni si ritrova a vivere in prima persona la storia di Katherine, la Regina Rossa, scoprendo sulla propria pelle verità dimenticate, segreti inconfessabili e terribili maledizioni.
In un susseguirsi di scoperte sempre più inquietanti, l’angoscia di Kassy raggiunge l’apice quando capisce che la Regina Rossa non le ha rubato solo il corpo, lei vuole anche la sua anima, lei vuole scambiare i loro destini.
Chi brucerà sul rogo in quel terribile 17 ottobre 1717?

 
INCIPIT
17/10/1717
La folla si accalcava, impaurita ma curiosa. Da tempo attendevano quel giorno: finalmente la malasorte se ne sarebbe andata dal paese e la sciagura avrebbe smesso di perseguitarli.
Cinque gatti randagi, magri e pieni di pulci, giravano intorno alla catasta di legna e paglia ammucchiata contro un palo al centro della piazza. Uno di loro aveva una zampa rotta, si trascinava miagolando così forte da fare accapponare la pelle.
Anche i bambini erano curiosi di vedere la strega bruciare sul rogo; tenevano strette le loro corone d’aglio e si fingevano impavidi. In verità avevano paura e mai e poi mai avrebbero guardato la strega negli occhi, neanche con la collana d’aglio stretta fra le mani.
Dal fondo della piazza apparvero due uomini che trainavano un carretto, e i boati della folla aumentarono. Ecco la strega!
Nella confusione un bambino cadde a terra e fu calpestato da tre persone che nemmeno se ne accorsero. Era il delirio. Uomini e donne gridavano e maledivano la strega; erano in tanti, quella era la loro forza oltre all’aglio.
Lei era lì, sopra quel carro che avanzava lentamente verso la morte, chiusa in una gabbia di ferro. Nonostante fosse legata, incuteva ancora paura. Il neo di fianco all’occhio sinistro e gli indomabili capelli rossi erano un chiaro segno del suo essere demoniaco; anche la sua invidiabile bellezza era motivo di accusa. Nonostante fosse stanca, spossata e indebolita dalle percosse subite, aveva uno sguardo che catturava le persone. Tanti uomini, troppi, si erano innamorati di lei e avevano compiuto adulterio verso le loro mogli.
Mentre il carretto passava, la gente stringeva le collane d’aglio, faceva scongiuri e invocava i santi. Nessuno guardava quella misera ragazza negli occhi. Nessuno ne aveva il coraggio.
La fanciulla piangeva, scrutava la folla alla ricerca di un volto compassionevole, ma nessuno faceva nulla. Se ne stavano lì con le loro belle collane d’aglio, tutti le avevano!
Il carretto raggiunse il centro della piazza, dove c’era la catasta di legna. Un uomo aprì la gabbia e la folla strattonò giù la fanciulla. Più persone la trascinarono sul rogo e le avvinghiarono polsi, caviglie e busto al palo.
Prima di appiccare il fuoco, un uomo prese la parola davanti alla fiumana di gente, che si zittì per ascoltarlo.
«Carissimi amici, ricorderemo questa data come il giorno della liberazione. Finalmente la strega brucerà all’inferno!».
Un boato di acclamazioni fece eco alle sue parole.
«Evviva il forestiero che ci ha salvato!».
«La Regina Rossa ha finito di compiere misfatti». L’uomo alzò la fiaccola in aria. «Questa donna è il demonio!».
«Bruciamola subito!».
«No!», gridò la ragazza. «Vi prego, lasciatemi andare!».
«Tu sei una strega!», urlò un bambino in prima fila. «E le streghe bruciano sul rogo!».
La ragazza lo fissò e lui si affrettò ad abbassare lo sguardo, stringendo più forte la collana d’aglio che portava al collo.
«Sì, le streghe come te bruciano sul rogo», incalzò un’altra voce.
Il destino della giovane era ormai segnato.
Il miagolare stridulo dei gatti, soprattutto di quello con la zampa rotta, si librava nell’aria. Presto anche la strega avrebbe urlato. La sua sarebbe stata una morte lenta e atroce.
«Uccidetemi subito, vi prego!». La giovane si agitava per liberarsi dalle corde che le incidevano la pelle. «Bruciatemi dopo!».
«L’anima di una strega deve bruciare insieme al suo corpo», dichiarò l’uomo che teneva alta la fiaccola.
Il fragore della folla raggiunse picchi altissimi e coprì il pianto della fanciulla.
Quando l’uomo avvicinò la fiaccola alla catasta di legna, la giovane gridò. Il fuoco sfiorò appena il pagliericcio e le prime fiamme si trasformarono in avide mani pronte ad agguantare ogni cosa. Le urla della ragazza divennero isteriche. Non sentiva male, non ancora, solo un po’ di calore, ma la paura era ormai fuori controllo. Si dimenava osservando la paglia ardere sotto i suoi piedi scalzi, si divincolava come un serpente per sfuggire al fuoco. Non voleva che le fiamme si impossessassero di lei. Quello strattonare violento le lacerò la pelle delle caviglie e dei polsi. L’ispida corda si tinse di rosso.
Le fiamme danzavano intorno alla giovane e si allungavano per afferrarle i calcagni. Ardevano dal desiderio di abbracciarla e diventare un tutt’uno con lei.
La folla assisteva muta, impassibile. Ormai le urla della ragazza e il miagolare dei gatti erano gli unici strazianti rumori della piazza.
In sporadici momenti di lucidità, la ragazza si guardava in giro alla ricerca di un’àncora di salvezza, ma nessuno aveva pietà di lei.
Le fiamme raggiunsero i suoi piedi e iniziarono a tormentarli, presero coraggio e si avvilupparono intorno alle cosce fino all’inguine. Il vestito si incendiò. Le lingue di fuoco si eccitarono, prede di una frenesia divoratrice che le aizzava a spingersi sempre più in alto. Scalpitavano come cavalli impazziti, galoppavano sul corpo della fanciulla, bramose di fondersi con lei. La accarezzavano con passione ardente: volevano entrare in lei, possederla fino al suo ultimo respiro. All’odore di fumo si mischiò quello acre di carne bruciata.
Le grida diventarono disumane.
La strega stava bruciando viva.
 

Biografia

Cristina Vichi vive a Riccione, insieme al marito e tre figli.
Ha sempre amato molto inventare storie, ma dopo la stesura del primo romanzo la scrittura diventa una passione vera e propria. L’incontro con la Editor Emanuela Navone è illuminante, perché le permette di sperimentare l’universo della scrittura con maggior consapevolezza e nuovi stimoli.
Quando si conclude un romanzo non conta solo il risultato in sé, ma soprattutto il percorso che l’autore ha compiuto per arrivare a mettere la parola fine alla sua opera.
Di seguito le sue opere:
“Celeste: L’Ardore di una Donna” (Seconda edizione: 24/07/2016). Romance/Avventura autoconclusivo e prequel di “Celeste: La Forza di una Regina”.
“Destini Ingannati” (Seconda edizione: 06/01/2017). Romance/Mistery autoconclusivo.
“Celeste: La Forza di una Regina” (10/08/2016). Romance/Avventura autoconclusivo e sequel di “Celeste: L’Ardore di una Donna”.
“E se poi te ne penti?!” (01/12/2016). Romance/Humor, autoconclusivo.
“Tander: Dentro di noi l’energia dei Fulmini” (20/05/2017). Urban/Fantasy autoconclusivo.
Blog Autore: Cristina Vichi Blog
Pagina Facebook: Cristina Vichi Autrice

venerdì 19 maggio 2017

COVER REVEAL Tander: Dentro di noi l'energia dei fulmini"

Buongiorno a tutti,
domani esce il mio Urban Fantasy e l'ansia è a mille! Ho aspettato tanto per pubblicare questo romanzo e, ora che è giunto il momento, mi tremano le gambe...
Oggi partecipo al Cover Reveal insieme ad altri 31 blog che hanno accettato di ospitarmi nei loro angolini.
Sono molto emozionata e curiosa di conoscere le opinioni dei lettori sulla storia che ho inventato. Domani usciranno le prime recensioni in anteprima.

 
 
 

Titolo: Tander: Dentro di noi l’energia dei fulmini
Autore: Cristina Vichi
Genere: Urban Fantasy
Editore: Selfpublishing
Pagine: 315
Prezzo Ebook: € 2,99 Aderisce al Kindle Unlimited
Prezzo Cartaceo: € 12.00
Pubblicazione: 20/05/2017

 
 
 
Trama
Niki ha diciotto anni e, come tutte le ragazze della sua età, si prepara ad affrontare l’ultimo anno delle superiori, con conseguente esame di maturità.
Da quel primo giorno di scuola, però, di normale nella sua vita rimane ben poco.
È l’arrivo di Erkan, un ragazzo affascinante e pericoloso, a sconvolgere ogni equilibrio e non solo nel suo cuore.
Ben presto Niki si ritrova catapultata al centro di segreti che per millenni hanno governato l’universo, senza che gli umani ne avessero mai saputo nulla.
I Tander e le Dee della Natura sono esseri con doti soprannaturali che vivono sulla terra con leggi e scopi ben precisi. Nelle vene di Erkan scorre l’energia irrefrenabile dei fulmini, e solo quando conosce Niki capisce che la forza dell’amore è ancora più difficile da controllare.
Biografia
Cristina Vichi vive a Riccione, insieme al marito e tre figli.
Ha sempre amato molto inventare storie, ma dopo la stesura del primo romanzo la scrittura diventa una passione vera e propria. L’incontro con la Editor Emanuela Navone è illuminante, perché le permette di sperimentare l’universo della scrittura con maggior consapevolezza e nuovi stimoli.
Quando si conclude un romanzo non conta solo il risultato in sé, ma soprattutto il percorso che l’autore ha compiuto per arrivare a mettere la parola fine alla sua opera.
 
Di seguito le sue opere:
 
 
“Celeste: L’Ardore di una Donna” (Seconda edizione: 24/07/2016). Romance/Avventura autoconclusivo e prequel di “Celeste: La Forza di una Regina”.
“Destini Ingannati” (Seconda edizione: 06/01/2017). Romance/Mistery autoconclusivo.
“Celeste: La Forza di una Regina” (10/08/2016). Romance/Avventura autoconclusivo e sequel di “Celeste: L’Ardore di una Donna”.
“E se poi te ne penti?!” (01/12/2016). Romance/Humor, autoconclusivo.
“Tander: Dentro di noi l’energia dei Fulmini” (20/05/2017). Urban/Fantasy autoconclusivo.
Blog Autore: Cristina Vichi Blog
Pagina Facebook: Cristina Vichi Autrice
 
INCIPIT
 
 
 
21.06.1720
Era notte. Il ragazzo si tirò il mantello sul capo per proteggersi dalla pioggia incessante. Il vento lo faceva oscillare a destra e a sinistra. Non aveva il controllo di se stesso, sembrava un burattino in preda alla foga della natura.
Davanti a lui un vecchio gli indicava la strada.
Nonostante la forza con cui gli agenti atmosferici combattevano fra loro, quell’anziano camminava con passo sicuro; il vento, per quanto potente, non riusciva a smuoverlo di un centimetro, e la pioggia, che picchiava sul suo esile corpo, non gli provocava il minimo fastidio. Si fermava spesso, paziente, ad aspettare il giovane, che cercava di proseguire malgrado l’enorme sforzo fisico a cui era sottoposto.
Nell’ultimo tratto, il ragazzo, stremato dalla fatica, cadde a terra. Tentò invano di rialzarsi, poi si arrese alla potenza di quelle correnti che si scontravano fra loro con una brutalità innaturale.
Il vecchio vide che non riusciva più a padroneggiare il suo corpo, non poteva nemmeno sollevare il capo. Tornò indietro, lo afferrò per il mantello e lo alzò senza alcuna fatica.
Il giovane si aggrappò a lui, e fu così che quell’incredibile uomo poté proseguire senza dover aspettare i tempi umani del suo allievo.
Raggiunto il centro della spiaggia, il vecchio si fermò e fissò il ragazzo per qualche istante senza proferire parola. I suoi occhi azzurri scintillarono di sfumature violacee.
L’allievo annuì, cercando di dominare una profonda e viscerale paura che tentava di assalirgli la mente.
Il vecchio si allontanò di qualche metro, poi si fermò, impassibile, a osservare l’evolversi degli eventi. In quel contesto la sua stessa calma era anomala e inquietante.
Il ragazzo lottava con tutte le forze per rimanere in piedi. Il suo volto era paralizzato dal terrore, eppure una vaga luce di speranza illuminava i suoi occhi ambrati.
All’improvviso un fulmine lo colpì dritto al cuore e le sue urla acute riecheggiarono al pari dei tuoni. Fu costretto a inginocchiarsi innanzi alla terribile energia da cui era posseduto. L’agonia fu lunga, interminabile. Poi le sue grida diventarono più rauche e deboli, finché non si spensero in un’ultima, terrificante, smorfia di dolore.
Il giovane cadde in avanti, con la faccia in una pozza d’acqua e il corpo accasciato a terra in modo contorto.
 
 
 
 
 
 

 


lunedì 8 maggio 2017

20 maggio "Tander: Dentro di noi l'energia dei fulmini" online

Buongiorno a tutti!
Il 20 maggio uscirà il mio nuovo Urban Fantasy "Tander: Dentro di noi l'energia dei Fulmini".
Vi lascio trama e incipit in anteprima:


Niki ha diciotto anni e, come tutte le ragazze della sua età, si prepara ad affrontare l’ultimo anno delle superiori, con conseguente esame di maturità.
Da quel primo giorno di scuola, però, di normale nella sua vita rimane ben poco.
È l’arrivo di Erkan, un ragazzo affascinante e pericoloso, a sconvolgere ogni equilibrio e non solo nel suo cuore.
Ben presto Niki si ritrova catapultata al centro di segreti che per millenni hanno governato l’universo, senza che gli umani ne avessero mai saputo nulla.
I Tander e le Dee della Natura sono esseri con doti soprannaturali che vivono sulla terra con leggi e scopi ben precisi. Nelle vene di Erkan scorre l’energia irrefrenabile dei fulmini, e solo quando conosce Niki capisce che la forza dell’amore è ancora più difficile da controllare.



21.06.1720
Era notte. Il ragazzo si tirò il mantello sul capo per proteggersi dalla pioggia incessante. Il vento lo faceva oscillare a destra e a sinistra. Non aveva il controllo di se stesso, sembrava un burattino in preda alla foga della natura.
Davanti a lui un vecchio gli indicava la strada.
Nonostante la forza con cui gli agenti atmosferici combattevano fra loro, quell’anziano camminava con passo sicuro; il vento, per quanto potente, non riusciva a smuoverlo di un centimetro, e la pioggia, che picchiava sul suo esile corpo, non gli provocava il minimo fastidio. Si fermava spesso, paziente, ad aspettare il giovane, che cercava di proseguire malgrado l’enorme sforzo fisico a cui era sottoposto.
Nell’ultimo tratto, il ragazzo, stremato dalla fatica, cadde a terra. Tentò invano di rialzarsi, poi si arrese alla potenza di quelle correnti che si scontravano fra loro con una brutalità innaturale
Il vecchio vide che non riusciva più a padroneggiare il suo corpo, non poteva nemmeno sollevare il capo. Tornò indietro, lo afferrò per il mantello e lo alzò senza alcuna fatica.
Il giovane si aggrappò a lui, e fu così che quell’incredibile uomo poté proseguire senza dover aspettare i tempi umani del suo allievo.
Raggiunto il centro della spiaggia, il vecchio si fermò e fissò il ragazzo per qualche istante senza proferire parola. I suoi occhi azzurri scintillarono di sfumature violacee.
L’allievo annuì, cercando di dominare una profonda e viscerale paura che tentava di assalirgli la mente.
Il vecchio si allontanò di qualche metro, poi si fermò, impassibile, a osservare l’evolversi degli eventi. In quel contesto la sua stessa calma era anomala e inquietante.
Il ragazzo lottava con tutte le forze per rimanere in piedi. Il suo volto era paralizzato dal terrore, eppure una vaga luce di speranza illuminava i suoi occhi ambrati.
All’improvviso un fulmine lo colpì dritto al cuore e le sue urla acute riecheggiarono al pari dei tuoni. Fu costretto a inginocchiarsi innanzi alla terribile energia da cui era posseduto. L’agonia fu lunga, interminabile. Poi le sue grida diventarono più rauche e deboli, finché non si spensero in un’ultima, terrificante, smorfia di dolore.
Il giovane cadde in avanti, con la faccia in una pozza d’acqua e il corpo accasciato a terra in modo contorto.
 
 
 

giovedì 5 gennaio 2017

Only Hope

Buongiorno a tutti!
Oggi vorrei presentarvi un'antologia appena uscita! Only Hope contiene sette racconti di sette autrici diverse, di cui faccio parte anch'io, ed è una raccolta a scopo benefico. Mi ha fatto  molto piacere partecipare a questa iniziativa e mi auguro che si possa raggiungere lo scopo per cui è nata. <3







Titolo: Only Hope

Autori: Silvia Castellano, Lorella Tagliabue, Anita Cainelli, Emanuela Navone, Lavinia Brilli, Cristina Vichi, Eveline Durand

Sinossi:

Uneek Santos è una ragazza di trentatré anni e vive a Orlando, Florida. Da quando aveva sette anni convive con il diabete mellito di tipo 1. Uneek, però, soffre anche di una malattia rara legata al diabete di tipo 1, la necrobiosis lipoidica. Non c’è una cura per questa patologia, ma la situazione potrebbe migliorare. Per questo le serve un microinfusore di insulina, una sorta di pompetta che consente l’infusione costante di insulina nel tessuto sottocutaneo, favorendo così il miglior controllo glicemico possibile. In America, i microinfusori sono più costosi che in Italia, arrivando addirittura a 6000 dollari! 
Non avendo abbastanza soldi per acquistare tale apparecchio, Uneek ha aperto una raccolta fondi sul sito gofundme e ha già raccolto quasi 400 dollari, ma purtroppo è ancora lontana dal raggiungimento del suo scopo. E, senza il microinfusore, potrebbe morire presto. 
Per aiutarla, sette autrici si sono unite per creare questa antologia e ognuna ha contribuito con un racconto, alcuni brevi, altri più lunghi. Qual è il filo conduttore che li lega? Il desiderio di mostrare che, anche nei momenti più bui, quando sembra che le cose non possano migliorare, bisogna cercare la luce della speranza. E quella luce arriva, sotto forma di un fiocco colorato, di un bigliettino, di un amore ritrovato, di una persona del passato o persino di uno sconosciuto. 
L’intero ricavato dalla vendita dell’antologia verrà devoluto ad Uneek attraverso il sito gofundme. 

Prezzo: 2 euro

domenica 18 dicembre 2016

Estratti "E se poi te ne penti?!"

Buonasera a tutti! Vi lascio due estratti dal mio nuovo romanzo a tinte rosa-humor "E se poi te ne penti?!" La grafica è curata da Emanuela Navone che è anche la mia editor.
 
 
 
 

 


domenica 27 novembre 2016

Incipit "E se poi te ne penti?!"

Buonasera amici!
L'1 dicembre si avvicina e, in quella data, uscirà il mio nuovo romanzo a tinte rosa/humor.
Vorrei incuriosirvi con l'incipit, vi svelo i primi due capitoli, così da vedere se vi piace!
Io mi sono divertita molto a scriverlo e spero tanto di strappare qualche risata anche a voi; non in questi due capitoli, però, anzi direi che l'inizio è...be' lo direte voi!




Scheda del libro
Titolo: E se poi te ne penti?!
Autore: Cristina Vichi
Genere: Romance/Humor
Editore: Selfpublishing
Pagine: 254
Prezzo Ebook: € 2,99 Fino all'1 dicembre 1.99
Prezzo Cartaceo:
Pubblicazione: 01/12/2016
Link di acquisto: E se poi te ne penti?!




Trama
Una banale decisione, presa senza pensarci troppo seriamente, può davvero cambiare il corso della vita?
Viola, studentessa parigina di origini italiane, è indecisa, non sa se accettare l’invito delle amiche o se tornare a casa a studiare. La sua risposta negativa avrà conseguenze inimmaginabili mentre quella positiva le nasconderà una verità con cui non farà mai i conti.
Trovare l’amore, perderlo, illudersi di possederlo: nella magica atmosfera di Parigi tutto cambia a causa di quella piccola e insignificante scelta di un istante.
Una storia con due e poi tre orizzonti paralleli, in cui il destino di Viola prenderà strade completamente diverse, burlandosi di lei fino all’ultima pagina.
È la Volontà o il Destino a creare il futuro delle nostre vite?

Incipit

 
 1
La lezione annullata
13/04/2017
Quel pomeriggio di metà aprile il sole era ancora alto nel cielo. Davanti alla prestigiosa Università La Sorbonne IV, in Rue Victor Cousin, non c’era nessun afflusso di studenti: le lezioni non erano ancora terminate.
All’improvviso, la strana quiete del luogo fu disturbata da una piccola folla di ragazzi che si sparpagliò per la piazzetta. La maggioranza di loro si dileguò in fretta, dirigendosi a passo rapido verso la metro; altri indugiarono, abbandonando gli zaini a terra e sedendosi sul bordo della fontana davanti all’università.
Infine uscirono quattro ragazze che camminavano più lentamente. Una di loro si fermò prima di raggiungere la fontana della piazza.
«Andiamo a prendere l’aperitivo?», domandò entusiasta.
«Dai, Denise, sono appena le 16.15!», rise Sarah. Si aggiustò gli occhiali con la punta del dito, in modo che rimanessero aderenti al viso.
«Facciamo un giro e poi prendiamo l’aperitivo! Non vorrete tornare a casa così presto?!», ribatté lei. Afferrò una sigaretta dalla tasca dei pantaloni strappati.
«Io ci sto!», affermò Yasmine.
«Chi ha l’accendino?», domandò Denise senza alzare lo sguardo.
Una ragazza si fece avanti e le accese la sigaretta che teneva fra le labbra. Aveva i capelli raccolti in una coda arrotolata sul capo e fissata con la matita; gli occhi erano grandi e di un azzurro molto chiaro, quasi trasparente.
«Grazie, Vilu!», sorrise Denise. «Per fortuna che hai iniziato a fumare...».
«Qualche volta...», rispose lei. Il diminutivo con cui la chiamavano le sue amiche, Vilu, le sembrava buffo. Il suo nome era Viola e, a differenza delle compagne, era italiana. Frequentava l’ultimo anno dell’Università di Lettere e Filosofia a Parigi: era innamorata di quella città fin da bambina. A ottobre si sarebbe laureata e sperava in un lavoro nella capitale.
«Neanch’io ho voglia di tornare a casa così presto! Non capita mai che un prof. stia male! Ci meritiamo un pomeriggio di relax!», affermò Sarah raddrizzandosi gli occhiali. I suoi occhi scintillarono mentre osservava Viola per comprendere le sue intenzioni.
Viola incrociò l’espressione supplichevole di Sarah. Lei era l’amica a cui si sentiva maggiormente legata e con la quale aveva più in comune. I primi due anni di università li avevano vissuti nello stesso appartamento e si erano divertite molto. In seguito Viola aveva conosciuto Patrick e si era trasferita da lui, nonostante la sua casa distasse parecchi chilometri dall’università. Da quel momento erano trascorsi tre anni; le due amiche si vedevano solo a lezione e il legame che le aveva unite si era allentato.
«Allora, Vilu? Verrai con noi?», domandò Yasmine.
Viola sospirò e guardò le amiche, indecisa.
  2
A: Tornare a casa
13/04/2017
 
Viola esitò per qualche istante.
«No, torno a casa... ne approfitto per studiare storia», disse.
Denise sbuffò.
«Che palle, Vilu! Non fai altro che studiare! Per un paio d’ore... cosa ti costa venire con noi?».
Sarah guardò l’amica, dispiaciuta.
«Dai, vieni con noi!».
Viola sentì una sorta di rimorso: le dispiaceva essere sempre la più asociale della comitiva. D’altra parte, a differenza delle compagne, doveva fare quasi un’ora di metro per tornare a casa. Eppure, l’idea di svagarsi un po’ con le amiche la stuzzicava.
«Mi dispiace, magari la prossima volta...», decise, mordendosi il labbro inferiore.
Le amiche la fissarono, deluse.
Sarah comprese il suo imbarazzo.
«Non fa niente, Vilu, ci vediamo domani!». La abbracciò e le diede un bacio sulla guancia, guardandola con affetto.
«Grazie, Sarah, ti voglio bene!».
«Anch’io!». Sarah la strinse a sé per un ultimo istante prima di lasciarla.
Denise buttò il mozzicone della sigaretta a terra e lo schiacciò con il piede.
«A domani».
Yasmine alzò la mano.
«Ciao!».
Le tre ragazze si caricarono gli zaini sulle spalle e si avviarono verso il centro, mentre Viola si incamminò a passo spedito verso la metro.
Poco dopo Viola era in viaggio: grazie al professore ammalato sarebbe arrivata a casa con un’ora e mezza di anticipo.
Quando fu davanti al cancello della villetta, Viola cercò le chiavi nello zaino. Abitava in una zona tranquilla e residenziale di Meaux. Il fidanzato era un dentista che lavorava presso la rinomata clinica del padre.
Finalmente, dopo aver rovistato nelle tasche dello zaino per diversi minuti, Viola trovò le chiavi e fece scattare la serratura del cancello. Salì i pochi gradini che la dividevano dal portone e lo aprì, sorpresa di non trovarlo chiuso a chiave; evidentemente quella mattina se n’era scordata. Non fece in tempo ad accostare la porta che fu distratta da alcuni rumori provenienti dal piano di sopra.
Possibile che ci fosse qualcuno? Quel pensiero la spaventò e tornò sul pianerottolo d’ingresso, chiudendo il portone senza fare rumore. Stava per chiamare il fidanzato quando si accorse che la sua BMW era parcheggiata nel cortile della villa. La fissò, stupita: il giovedì Patrick lavorava sempre fino alle 18.30, arrivando a casa poco prima di lei. Guardò l’orologio: erano appena le 17.30. Pensare che lui fosse rientrato prima per un mancato appuntamento era la spiegazione più probabile, eppure un brutto presentimento si affacciò alla sua mente.
Dopo un momento di esitazione, Viola riaprì la porta d’ingresso, richiudendola silenziosamente alle sue spalle una volta entrata.
Dal piano superiore provenivano delle voci.
Viola si fece coraggio e salì lentamente le scale di legno.
Raggiunto il corridoio del piano superiore, comprese che i rumori provenivano dalla camera da letto e non erano le voci di chi sta chiacchierando. Chiuse gli occhi per un istante, cercando di convincersi che non poteva essere quello che pensava. Non era mai stata troppo gelosa o possessiva nei confronti del fidanzato, gli aveva sempre lasciato i suoi spazi e la sua libertà, fidandosi di lui senza nessuna riserva.
Davanti alla stanza, Viola avvicinò la mano tremante alla maniglia e la spinse quel tanto che bastava per aprire la porta.
Il suo fidanzato stava facendo sesso con un’altra nel loro letto. Si muoveva come una furia sopra la donna e non risparmiava grida di piacere e incitazione.
Viola era immobile accanto alla porta e, per la prima volta, vedere il fidanzato nudo le suscitò una vampata di imbarazzo. Il sedere sodo e i lineamenti muscolosi della schiena erano in una posizione che le fece ribrezzo. I capelli gli coprivano gli occhi mentre si spingeva con foga dentro una sconosciuta.
«Patrick...», sussurrò.
Al suono di quella voce, Patrick si voltò di scatto e la vide.
«Oh, cielo, tesoro...», sussultò. «Cosa ci fai a casa così presto?». Si spostò dal corpo caldo e sudato dell’amante e lo coprì col lenzuolo. Poi cercò le mutande e le infilò al contrario. I capelli neri erano arruffati e gli occhi azzurri accesi di adrenalina. Non si capiva se tremasse per l’eccitazione o per l’angoscia di quanto era accaduto.
Viola lo fissava in uno stato di torpore: voleva andarsene, correre lontano, ma non riusciva neanche a muovere i piedi.
Le parole uscite dalla bocca di Patrick erano bloccate nella sua mente.
Le ripeté ad alta voce:
«Cosa ci fai a casa così presto?!».
Lui la guardò, incapace di darle una spiegazione accettabile.
«È giovedì: non sei mai a casa prima delle 19.00!», esclamò.
Quella risposta sconvolse Viola più di quanto non fosse già.
«Brutto stronzo schifoso!», gridò.
In tre anni che stavano insieme, Patrick non l’aveva mai sentita dire una sola parolaccia e quella considerazione lo riportò alla realtà: la situazione era davvero grave.
All’improvviso Viola si voltò di scatto e corse via.
Patrick afferrò i pantaloni e lanciò il cuscino addosso all’amante.
«Vattene subito!». Non aspettò la risposta e rincorse Viola giù per le scale, bloccandola poco prima che raggiungesse il portone.
«Tesoro, mi dispiace... ti prego, aspetta! Non prendere decisioni affrettate...». Era riuscito a infilarsi i pantaloni, ma aveva ancora l’addome scoperto. Il cuore gli batteva all’impazzata.
Viola si voltò come una furia.
«STAVI SCOPANDO CON QUELLA NEL NOSTRO LETTO!».
Lui cercò di accarezzarle il viso ma lei si ritrasse, schifata.
«È stato un incidente, ma io amo te, solo te! Ti prego, perdonami!», la supplicò. Le prese il braccio per trattenerla.
Viola sentiva l’odore del sesso, della sua eccitazione, del sudore che si era mischiato a quello di lei.
«Vaffanculo!», gridò fuori di sé. Strattonò il braccio per liberarsi dalla sua presa.
«Tesoro, dai, non esagerare... ti ho chiesto scusa...».
Gli occhi di Viola diventarono ardenti.
«Sai dove puoi metterle le tue scuse?».
Patrick intuì che la risposta non gli sarebbe piaciuta.
«Avanti, è stato un abbaglio, può capitare a tutti di sbagliare, non credi?».
«No, non credo! Voglio solo andare via!».
In quel momento scese l’amante, e Viola si sentì mancare il respiro.
Era una ragazza con lunghi capelli biondi, intensi occhi azzurri e il fisico mozzafiato. Portava scarpe dal tacco molto alto; il vestito corto e scollato metteva in evidenza le cosce snelle e il seno voluminoso. Camminava con una disinvoltura invidiabile, sicura di sé e per nulla imbarazzata: sembrava la concorrente di una sfilata di bellezza.
Si fece avanti senza pudore e Patrick le rivolse uno sguardo carico di minaccia.
«Charlotte, vattene».
Anziché ascoltarlo, lei lo fissò, maliziosa, poi si rivolse a Viola:
«Prima o dopo doveva accadere: è più di un anno che frequento questa casa tutti i giovedì pomeriggio; non è che tu sia una tipa molto sveglia...». La situazione doveva sembrarle divertente perché le veniva da ridere.
Viola era così impressionata da non riuscire a spiccicare parola.
Patrick rivolse un’altra occhiata minacciosa a Charlotte: avrebbe pagato a caro prezzo quella rivelazione.
«Vattene subito, non voglio rivederti mai più!», dichiarò.
A quelle parole Charlotte rise sguaiatamente: non aveva compreso l’odio intriso nello sguardo di Patrick. Si avvicinò a lui con aria seducente.
«Certo... peccato che non ci creda nemmeno tu...». Aprì la porta e uscì, impettita e per nulla amareggiata da quanto accaduto.
Patrick si affrettò a chiudere il portone per impedire che Viola scappasse.
«Lasciami spiegare...», la implorò.
«Devi solo stare zitto, Patrick! Non voglio sentire nulla! Chissà quante bugie mi hai già raccontato!». Viola cercava di avvicinarsi alla porta, ma lui non la lasciava passare.
«Non è così, è la prima volta che capita! Lei è una stupida, non devi ascoltare quello che dice... è gelosa perché sa che amo te...».
«E invece sembrava conoscerti bene! D’altra parte, se la vedi ogni giovedì...». Viola strinse i denti, controllando a fatica la rabbia.
«Te l’ho già detto: è la prima volta che la vedo... non è mai stata qui... devi credermi!».
«Io non ti devo niente e se non mi lasci andare chiamo la polizia!».
«Dai, tesoro, non comportarti in modo ridicolo, possiamo aggiustare tutto...».
Viola lo fulminò con lo sguardo.
«Tu forse non hai capito che io non voglio avere più niente a che fare con te!», strillò mentre sbatteva con prepotenza il piede sul pavimento.
Un’ombra di terrore invase la mente di Patrick.
«Come puoi rovinare tutto così? Sono più di tre anni che stiamo insieme... si parlava di matrimonio!». Si prese i capelli fra le mani, sconvolto dalla paura di perderla.
Con quelle parole, però, riuscì a farla infuriare ancora di più.
«Io avrei rovinato tutto?», urlò Viola. Si puntò il dito contro. «Non ero io a sbattermi quella troia nel nostro letto!». Indicò ripetutamente le scale. «Io ti sono sempre stata fedele e mi sono fidata di te... ma a quanto pare ha ragione la tua amichetta: sono proprio una stupida!».
«Non dire così... che ne pensi di fare una doccia rilassante insieme?».
Viola lo trucidò con lo sguardo.
«Lasciami uscire, prima che ti ammazzi con le mie stesse mani».
Patrick sbuffò ma non demorse:
«E dove pensi di andare? Non hai nessuno; sono io il tuo unico punto di riferimento in questa città, e se uscirai da quella porta, sarai sola... dunque ti prego: cerca di ragionare. Fermati qui stanotte, domani vedrai le cose in modo diverso. Saprò farmi perdonare: questo casino si aggiusterà!».
«Preferisco stare sola che con un bugiardo come te!», affermò lei. «Ora lasciami uscire!».
Lui era immobile davanti alla porta.
«E i tuoi vestiti? Dovrai almeno preparare le tue cose, non puoi andartene di sera, così, senza niente!».
«Questi non sono affari tuoi! Tornerò a prendere le mie cose quando potrò. Ora lasciami andare o non risponderò più di me stessa». Ormai Viola non urlava più: la sua voce era diventata metallica e lei cercava invano di controllarne il tremore.
Davanti alla sua ostinazione, Patrick decise di assecondarla.
«E va bene, vai a fare questo giretto serale per sbollire la rabbia... però non fare tardi: ti aspetto!». Scrutò il suo sguardo per comprendere quante speranze aveva che lei ritornasse.
Per un secondo l’attenzione di Viola fu colta dall’anello che portava all’anulare della mano sinistra. Se lo strappò con impeto e lo scaraventò sul pavimento: il gioiello colpì la mattonella accanto al piede di Patrick e schizzò via chissà dove.
«E tieniti il tuo costoso anello! Mi fai schifo!».
Patrick rimase immobile e impotente davanti alla sua ira.
Lei lo spinse per farlo scansare dalla porta, la aprì, scese i gradini in fretta e cercò le chiavi del cancello.
Lui continuava a fissarla sull’uscio.
«Ti aspetto!».
Come risposta lei sbatté forte il cancello alle sue spalle senza alzare nemmeno lo sguardo: non voleva rivederlo mai più.
Si incamminò rapida verso la metro: c’era un unico posto dove potesse andare. Afferrò il cellulare dalla borsa e compose il numero della sua amica.
Il telefono squillò un paio di volte.
«Vilu, ciao!».
«Ciao, Sarah... senti, non è che potresti ospitarmi a casa tua per questa notte? Sono in difficoltà...».
«Certo, non c’è problema, ma dove sei adesso?».
«Sto andando verso la metro... arriverò fra un’ora...».
«Va bene, sarò lì ad aspettarti... ma che cosa è successo? Hai una voce strana...».
«La mia storia con Patrick è finita per sempre». Viola si rese conto che le lacrime stavano soffocando le sue parole.
2
B: Restare con le amiche
13/04/2017
Viola esitò per qualche istante.
«No, torno a casa... ne approfitto per studiare storia», disse.
Denise sbuffò.
«Che palle, Vilu! Non fai altro che studiare! Per un paio d’ore... cosa ti costa venire con noi?».
Sarah guardò l’amica, dispiaciuta.
«Dai, vieni con noi!».
Viola sentì una sorta di rimorso: le dispiaceva essere sempre la più asociale della comitiva. D’altra parte, a differenza delle compagne, doveva fare quasi un’ora di metro per tornare a casa. Eppure, l’idea di svagarsi un po’ con le amiche la stuzzicava.
«Va bene», decise. «Prenderò la solita metro delle 18.00, così da essere a casa per le 19.00, come sempre».
«Che bello, Vilu!», esultò Sarah abbracciandola.
«Facciamo un giro qua intorno, poi andiamo a prendere l’aperitivo, ok?», propose Denise.
«Io faccio soltanto il giretto, salto l’aperitivo! Il giovedì vedo Patrick solo la sera e non voglio tornare più tardi del solito...», spiegò Viola.
Le ragazze annuirono e, caricati gli zaini sulle spalle, si incamminarono allegre verso il centro.
In breve il gruppetto si distanziò, cosicché Viola e Sarah restarono indietro.
«Come va con Patrick, tutto bene?», le chiese Sarah.
Gli occhi di Viola si illuminarono.
«Sì! Sai, è da qualche mese che abbiamo iniziato a parlare di matrimonio...».
Sarah le prese la mano e osservò l’anello: aveva un diamante grande e splendente.
«Dici davvero?», domandò euforica.
«Sì, se a ottobre riesco a laurearmi possiamo iniziare i preparativi per il prossimo aprile!».
«Caspita, Vilu, mancherebbe soltanto un anno!».
Lei cercò di trattenere l’emozione.
«Non lo sa ancora nessuno...».
Sarah sorrise.
«Manterrò il segreto!», esclamò facendo la croce sul cuore. «L’anello che ti ha regalato è bellissimo!».
«Già... è anche troppo... ma a lui piace fare tutto in grande... in questo siamo diversi...».
«Be’, se il suo unico difetto è regalarti un anello troppo costoso, direi che si può perdonare...», rise Sarah.
Viola si unì alla risata.
«Sì, è un po’ megalomane ma chiuderò un occhio!». Si guardò l’anello, poi domandò: «E tu? Come va con Christian?».
«Bene... però stiamo insieme solo da tre mesi: è ancora presto per farsi illusioni...».
«Sembra un bravo ragazzo...». Viola ricordò di averlo visto un paio di volte: era venuto a prendere Sarah all’uscita dall’università.
«Sì, anche se non ha certo l’indipendenza di Patrick...».
«Patrick è anche più grande! A luglio compie trentaquattro anni! E poi lui è stato fortunato a lavorare subito nella clinica già avviata del padre».
«Già, Christian studia ancora e non è così facile trovare un lavoro, una casa...».
«È in affitto, ora?».
«Sì, divide l’appartamento con un ragazzo italiano che lavora a Parigi».
Viola cambiò argomento:
«Mi dispiace se io e Patrick non usciamo mai con voi, ma lui è sempre impegnato con il lavoro e...».
Sarah la interruppe:
«Lo so, Vilu: lui è più grande di noi e non si trova a suo agio in nostra compagnia... lo capisco...».
Viola sospirò.
«Neanch’io mi trovo molto bene con i suoi amici... sono tutti uomini di successo e, se ti devo dire la verità, anche un po’ noiosi...».
Sarah sorrise.
«Non pensano più all’università, né ai nostri problemi...».
«Già... li hanno completamente dimenticati... eppure ci sono passati anche loro...».
Chiacchierando il tempo trascorse in fretta: erano già le 17.45.
Viola era felice di essersi confidata con Sarah. All’università non avevano mai tempo per parlare e le mancava quel feeling che avevano avuto in passato.
Guardò l’orologio.
«Siamo vicine alla metro, io torno a casa!».
«È stato bello chiacchierare con te. Ci vediamo domani», le sussurrò Sarah, abbracciandola.
«Anche per me è stato molto piacevole, dovremmo farlo più spesso...». Viola si rivolse alle altre amiche, che si erano girate verso di lei. «Buona serata, ragazze!».
Loro ricambiarono il saluto.
Subito dopo Denise indicò un bar.
«È l’ora dell’aperitivo!».
 
Quando Viola arrivò davanti alla villetta, non fece neanche in tempo ad aprire il cancello: Patrick era già sull’uscio ad aspettarla. In mano aveva una rosa rossa, accuratamente incartata con un bel fiocco blu.
Davanti a quella sorpresa, Viola non trattenne un sorriso.
Lui le andò incontro porgendole il fiore.
«Ti amo tanto!», le disse.
Lei afferrò la rosa e si abbandonò fra le sue braccia, felice.
«Vieni dentro!», la invitò lui. «Ho chiamato il solito ristorante: ci porteranno il pesce a domicilio! Sei arrivata giusto in tempo!».
«Davvero? Pensa che oggi il professore di storia stava male, sarei potuta tornare a casa molto prima...».
Lui la fissò.
«Quanto prima?», domandò con noncuranza.
«Sono andata a fare un giro con le mie amiche, altrimenti sarei stata qui per le 17.30!».
Patrick sospirò e i suoi occhi si dilatarono in maniera impercettibile.
«Hai fatto bene a svagarti un po’! Sono arrivato a casa da poco, dunque non avrei potuto farti compagnia...».
«È per questo motivo che ho accettato di andare con loro, anche se avrei dovuto approfittarne per studiare...». Viola era in parte dispiaciuta per aver sacrificato un paio d’ore di studio. Sorrise al fidanzato. «Se fosse stato un giorno in cui tu eri a casa, sarei tornata subito...».
«Ma visto che non c’ero hai fatto bene così», affermò lui. Il pensiero di quanto Viola avrebbe potuto scoprire gli provocò un brivido di terrore che gli rimase a lungo nello stomaco. Cercò di scacciare quel pensiero e afferrò lo zaino della fidanzata per liberarla dal peso.
«Vieni, entriamo in casa...», disse cingendole le spalle.
Lei annuì, sorridente.